mercoledì 23 agosto 2023

AUTOCENSURA

Ho cancellato 44 post.

Tutti quelli che indicavano "Per chi voto", ed una serie di altri con contenuto critico su taluni comportamenti di politici o movimenti.

Mi costa parecchio, ma il clima illiberale che si respira rispetto alla libertà di espressione mi induce a questa forma di cautela.

domenica 20 agosto 2023

Rifugio Eimblatrim

Con la scusa di portare Riccardo ad Ampezzo, non par vero di organizzare una scappata a Sauris.

Il rifugio Eimblatrim appare meta comoda e alla portata di tutti, anche se si registrano delle defezioni.

Un'oretta tranquilla nel bosco ci conduce all'accogliente struttura, dove ci aspettano degli ottimi piatti serviti con incredibile velocità.

La vera bellezza può essere anche facile-






sabato 19 agosto 2023

Creta di Aip

E' un periodo perfetto per la montagna, ogni mattina mi chiedo come sia possibile andare a lavorare invece che lassopra.

Apparecchio con due amici questa ascensione, giudicata meno impegnativa di quella da me indicata alla Cima del Rio del lago.

Il punto di partenza è Cason di Lanza, che lasciamo questa volta dirigendoci sulla carrareccia che punta nord, e che dopo una scorciatoia su un sentiero in saliscendi riprendiamo poco prima della Casera Val Dolce, presso la quale diverse pezzate pascolano e vivono certo più pacifiche e serene di noi. Qualche centinaio di metri dopo la casera, dopo aver come d'ordinanza sbagliato strada, prendiamo il sentiero che tramite un rapido impluvio porta in un ambiente completamente diverso, dominato da meravigliosi mughi, con la Creta di Aip che si apre di fronte a noi.

Incrociata la traversata carnica, dopo pochi metri il sentiero si inerpica con pendenza decisa. Fa caldo, gli amici non se la sentono di proseguire per la fatica e procedo da solo dopo i 2050. In realtà il tratto impegnativo è quasi finito, dai 2100 il sentiero spiana, e si allunga aggirando la cima, presso la quale un pianoro singolarmente ampio consente una visuale eccezionale a 360 gradi.

Sono un po' dispiaciuto nel lasciare la compagnia, ma mi riesce difficile rinunciare non al piacere di raggiungere il traguardo e una nuova cima, ma all'emozione che mi dà la vista della vera bellezza.

Riduco al minimo la pausa in cima, due panini e via a raggiungere gli altri che mi aspettano al Cason di Lanza. Come spesso mi capita durante la discesca, trovo il modo di stupirmi di quanta strada ho percorso all'andata.

Arrivato nei pressi dell'agriturismo sento una musica... un gruppo di ragazzi suona dal vivo! Musica, bibita fresca, montagne tutto intorno, l'ho sempre detto che Cason di Lanza è un angolo di paradiso.

Carta Tabacco 018, Difficoltà EEA, Tipo di percorso: sentiero Cai (458-403-416-439), traccia segnata su rocce, Dislivello Totale 700 circa, Lunghezza 12 km, Altitudine min 1552, Altitudine max 2279.
Panoramica

Il pianoro sommitale

Pramollo dalla Cima

I mughi la fanno da padrone

Lo Zermula dalla Creta


La Valdolce

venerdì 18 agosto 2023

L'insostenibile leggerezza dell'essere

 di Milan Kundera


Gli ho portato sfortuna, a Kundera. Non era una settimana che avevo messo il suo libro nella pila da portare a Lignano che è giunta la notizia.

I temi filosofici, spesso poi ripresi in vari momenti della narrazione, danno corpo ad una parte iniziale ove si individua la dicotomia leggero pesantezza -  leggerezza come  la più insondabile.

Lo sfondo sono l'ambientazione subito dopo i fatti di Praga del 1968. Il regime, o meglio l'ideologia oppressiva e disumanizzante che lo giustificava e sorreggeva, sono un protagonista silente del romanzo, alcune delle cui pagine migliori sono quelle in cui viene difeso il valore dell'individualità, della libertà dei singoli e di un popolo.

Gli altri protagonisti vanno a comporre coppie che si intersecano, ma non si formano relazioni sulla base delle affinità elettive, bensì rapporti contrastati da cui non possono nascere che incomprensioni, tradimenti, riconciliazioni ed abbandoni. 

Tomas e Sabina la leggerezza, Tereza e Franz la leggerezza; ma nel delineare ciascuno dei personaggi Kundera non manca di tratteggiare un segno dell'elemento opposto, probabilmente a significare che l'opposizione è più apparente che reale, e (dichiaratamente) che i due elementi non sono associabili alla dicotomia positivo negativo.

La costruzione della trama si accompagna a brevi digressioni filosofiche (capitolo iniziale sull'terno ritorno, tanto per scoraggiare il lettore della domenica, e soprattutto il richiamo al ruolo della responsabilità tramite il mito di Edipo), anche filologiche (rimarchevoli quelle sulla definizione del kitsch e sul significato della compassione nelle diverse lingue), citazioni musicali e riferimenti alla psicanalisi, utilizzando il tutto per riflessioni che dicono di noi più di quanto sappiamo (e magari vogliamo), come nella distinzione tra ossessione lirica e ossessione poetica per le donne, o nella teorizzazione della memoria poetica, o delle quattro categorie individuate sulla base del tipo di sguardo sotto cui vogliamo vivere (numero infinito di occhi anonimi; molti occhi conosciuti; gli occhi della persona amata; gli occhi immaginari di persone assenti).

Peccato non essere abbastanza colto da cogliere appieno tutti gli spunti seminati da Kundera.

Ma è proprio il debole che deve saper essere forte e andar via, quando il forte è troppo debole per poter far del male al debole.

La trasformazione della musica in rumore è un processo planetario che fa entrare l'umanità nella fase storica della bruttezza totale.

Perchè le domande veramente serie sono solo quelle che possono essere formulate da un bambino. Solo le domande più ingenue sono veramente serie. Sono domande per le quali non esiste risposta. Una domanda per la quale non esiste risposta è una barriera oltre al quale non è possibile andare. In altri termini: sono proprio le domande per le quali non esiste risposta che segnano i limiti delle possibilità umane e tracciano i confini dell'esistenza umana.

Che cos'è la civetteria? Si potrebbe dire che è un comportamento che mira a suggerire la possibilità di un'intimità sessuale, senza che questa possibilità appaia mai certezza. In altri termini: la civetteria è una promessa di coito non garantita. 

E si disse che la questione fondamentale non era: sapevano o non sapevano?, bensì: Si è innocenti solo per il fatto che non si sa? Un imbecille seduto sul trono è sollevato da ogni responsabilità solo per il fatto che è un imbecille?


Regredire

In pratica siamo passati da Jannacci a Vannacci.

La mia generazione ha una responsabilità tremenda

domenica 13 agosto 2023

Giro dei tre rifugi

Non salgo al Marinelli da oltre trent'anni, è ora di colmare la lacuna.
La presenza del solo Riccardo mi permette di farlo dal percorso della staffetta.
Prevedendo un grande afflusso partiamo di buon mattino, alle 9 esperiti i preliminari comprensivi di torta al Tolazzi siamo sul sentiero.
L'ascesa facile e sempre piacevole al Lambertenghi Romani dura 70 minuti, ed eccoci al cospetto del paradiso, dove trovo il modo di affidare al pargolo la mia volontà sulle mie ceneri.
Breve sosta e mezzo panino a contemplare la vera bellezza, ed ecco iniziare, dopo questo sublime riscaldamento, la vera camminata. La parte iniziale del sentiero Spinotti si effettua aiutandosi ad arrampicare con delle corde metalliche; le famiglie davanti hanno il kit di assicurazione, ma è una prudenza non necessaria nella salita bella e stimolante. 
Il tratto successivo percorre un lungo tratto con scarso dislivello, tra prati rocciosi da cui si diramano le vie di ascesa al Coglians. La vista del Marinelli tarda un po', ma alla fine lo troviamo dietro uno spallone, preannunciato dall'avvistamento della carrareccia che sale diretta, a signoreggiare sui rifugi del Friuli. 
Della tagliatelle al ragù di toro rievocano il diverso sapore che ha un buon piatto di pasta in rifugio.
Madeleine proustiana che porta tra i tanti ricordi la spaghettata offerta da Don Lorenzo quando si prese la briga di farci fare, saranno treentacinque anni fa, il percorso inverso.
La discesa per la strada ci riporta al Tolazzi, fantasticando sulla prova dei fenomeni che domenica prossima percorreranno queste reazioni con tempi da diecimila in pista, negli occhi e nel cuore la vera bellezza.

venerdì 11 agosto 2023

Il sergente nella neve

 di Mario Rigoni Stern


Sergentmagiù, ghe rivarem a baita?

Sulla scia del centenario di Rigoni Stern celebrato l'anno scorso ritorno al suo racconto più noto, famoso almeno una quand'ero ragazzo ed era viva (oltre ad alcuni reduci, tra i quali barba Pinotto di Turpino) la memoria della ritirata di Russia.

Sembra una fredda (gelida?) cronaca, suddivisa nelle due parti che descrivono l'una la vita al caposaldo, l'altra i giorni e le vicissitudini della ritirata vera e propria. Rigoni Stern non indugia in discussioni politiche nè sul senso del mondo, non usa la parola nemico, non menziona Mussolini nè Hitler nè il Re. A ventanni ha la responsabilità di riportare a casa un gruppo di uomini e si preoccupa delle munizioni, dei pezzi, di cosa mettere sotto i denti. Gesti essenziali, sempre uguali che nella monotonia dei passaggi fanno dimenticare la reale successione degli eventi.

Fama meritata per l'episodio in cui nell'isba l'incontro con i soldati russi diventa un momento in cui degli uomini riconoscono nei soldati con la "divisa di un altro colore" uomini come loro, non nemici.

mercoledì 9 agosto 2023

Indifendibili (2)

Prosegue la scaramuccia.

La pietra dello scandalo è quidam De Angelis, portavoce della Regione Lazio.

Ha addirittura dichiarato che secondo lui Mambro e Fioravanti sono innocenti, e la sentenza li ha ingiustamente condannati.

Apriti cielo. Fascista, non può stare al suo posto, licenziato subito. Intervenga Meloni.

Vengo sollecitato con un post ironico, sulla nuova "giustizia per autocertificazione", si dà per scontato che anch'io condivida lo scandalo.

M'incazzo. Me ne frega zero di questo De Angelis, dubito che siano molti gli italiani in cui resterà memoria della sua uscita, coraggiosa o delirante che fosse.

Ma santoddio, uno che esprime un'opinione, criticando una sentenza, deve essere obliterato dal consesso civile. Ma la libertà di espressione del pensiero non era il valore fondante della nostra società? 

In un mondo in cui assume rilievo la categoria dell'indefendibilità, non è ammesso l'errore. Se uno dice o fa una cosa sbagliata, deve essere resettato, cancellato per sempre, non ha più appello né diritto di cittadinanza. Trovo questo modo di pensare semplicemente poco umano, ricordo con nostalgia la desueta pratica del dialogo e del confronto tra le idee.

Mi sento purtroppo solo nel fare questo genere di constatazione, contornato da persone dalle ottime intenzioni che ritengono che la evidente preferibilità delle loro idee debba essere affermata al costo di impedire a chi ne sostiene di opposte di esprimerle.

L'articolo di Piero Sansonetti su l'Unità di ieri, e sono felice che vi menzioni due volte Marco Pannella, attenua (solo un po') questo senso di solitudine, 

giovedì 3 agosto 2023

Indifendibili

Una scaramuccia polemica sorge in una discussione iniziata in merito alla recente decisione dei vertici Rai su Roberto Saviano.
Preciso che non mi è piaciuto che per difendersi abbia sentito necessario attaccare Filippo Facci oggetto di analoghi provvedimenti.
Mi viene replicato che Facci sarebbe indifendibile visto quello che pensa e ha scritto negli ultimi anni sui social.
Trasecolo.
Ora da vecchio radicale rifuggo la stessa esistenza della categoria degli indifendibili. Tra i reietti i colpevoli i mostri ci sono le persone di cui deve essere difeso il diritto di assumere la propria responsabilità nel rispetto delle regole e del loro restare uomini (persone) tra gli uomini (tra le persone).
Ciò che mi spaventa è la facilità di certi giudizi manichei, in cui la complessità di una persona viene azzerata, ed essa diventa un tutt'uno con l'ultima cazzata fuori dal senno uscita, oggetto dell'inappellabile condanna della comunità dei signorini perbene.
Ricordo la lezione di Gemma Capra - parlava degli assassini del marito - che osservava come gli autori di azioni nefande potevano forse essere bravi genitori, persone con delle qualità che non dovevano essere identificate con un comportamento sbagliato, per quanto grave.
Lo stesso ordine concettuale deve essere usato per le tante fesserie che ciascuno può dire e pensare, per errore, idiozia o stupido divertimento. Una volta restavano al bar o nelle orecchie degli amici, ora vengono propagate sui social e restano un marchio che è difficile togliere, che può costare occasioni di lavoro e anche carriere.
Si deve stare attenti, da un lato: ma dall'altro anche essere indulgenti, o forse intelligenti.
Indifendibili: no grazie, salvi ovviamente Cahlanoglu e Donnarumma.

Grandina, governo ladro

Riusciamo a buttare in politica anche le disgrazie collegate ai fenomeni naturali.
Ci sono gli alluvioni, e la colpa è dei verdi che impediscono le opere necessarie con il loro ecologismo ideologico.
Ci sono le trombe d'aria, è la colpa è del governo, al cui interno qualcuno sostiene le posizioni più soft sulle cause del cambiamento climatico.
Mi chiedo perché, almeno su questo, non si riesca a ragionare coniugando buon senso, visione e fiducia nella scienza. 
Mi ritrovo in pieno in quanto ha detto ieri Massimiliano Fedriga:
«In Italia riusciamo a ideologizzare tutto, compresi i cambiamenti climatici, come è stato con la pandemia. Serve equilibrio: l’uomo influisce sui cambiamenti climatici e negarlo è una stupidaggine, ma è altrettanto ingannevole dire che la responsabilità ricada solo in capo alle scelte dell’uomo. E poi va detto che l’Europa incide per il 10% sull’impatto sull’ambiente, il resto viene da Far East e Usa. Quindi dobbiamo mettere in campo tutte le misure utili, ma non possiamo dire che se non usiamo il monopattino uccidiamo il globo».
Parole improntate ad una così piana razionalità, di cui si avverte così tanto la mancanza.
Per inciso la domanda era se stesse con Zaia o con Salvini, ma una evidente dotazione di cultura di governo ha reso possibile una risposta di livello ben diverso