di Paolo Maurensig
Qualche mese fa ho ordinato questo libro per onorare uno
scrittore della mia città, cui è stato recentemente intitolato il teatro di
Feletto.
Per puro caso l’opera appare singolarmente legata alla “Novella
degli scacchi” che non molti mesi fa ho scoperto.
Con scelta stilistica originale Maurensig alterna i narratori,
che ripercorrono parti della loro vita quali antefatti alla misteriosa morte di
un ricco imprenditore tedesco, appassionato di scacchi. Aspetto comune alle
vite interessate è il rapporto con il gioco, del tipo coinvolgente in maniera
assoluta che si manifesta per taluni giocatori, come già nel romanzo di Zweig. Un
maestro spiega all’allievo che l’errore non è contemplato, che ogni mossa deve
essere effettuata come se da essa dipenda la vita. Che non sia una metafora lo
si comprende quando il maestro, dopo aver narrato il suo breve percorso nel
mondo degli scacchi, caratterizzato da una fortissima rivalità ed interrotto
dall’introduzione delle leggi razziali, finito in un campo di concentramento
ritrova l’antico rivale, che lo obbliga a giocare mettendo a posta, come in una
lista di Schindler al contrario, le vite dei compagni di prigionia. Per la vittoria
impiega una variante del gioco di sua invenzione. Quella variante, reintrodotta
in tornei internazionali dal suo allievo oltre 40 anni dopo, sarà la chiave per
far ritrovare il rivale, ora divenuto un ricco imprenditore tedesco.