Caro Gigi,oggi è molto difficile trovare le parole giuste.È molto difficile parlare di un calcio che oggi saluta il suo numero 1 per eccellenza.Noi ci siamo già salutati, abbiamo già celebrato la storia irripetibile vissuta insieme, ma ogni volta avevamo la consapevolezza che tu avresti continuato a prendere in giro il tempo. Questa volta sappiamo che hai deciso di scrivere la parola fine e togliere per l’ultima volta quei guanti con cui hai saputo modellare una carriera straordinaria.Oggi, ancora una volta, ti ringraziamo, sapendo che questo è uno di quei momenti che verranno ricordati nella storia del calcio. Perché non sei semplicemente stato il più forte, hai fatto di più. Hai dato un volto a un ruolo, sei diventato IL portiere.C’è chi si è avvicinato al calcio vedendoti già nell’Olimpo dei più grandi, magari ammaliato proprio da quello che tu eri in grado di fare tra i pali. C’è chi ti ha visto muovere i primi passi sul campo, scorgendo un talento incredibile e stupendosi poi per quanto quel talento fosse sconfinato, infinito. Perché, diciamo la verità, hai stupito tutti, anche chi aveva le aspettative più alte, perché quello che hai saputo fare era semplicemente inimmaginabile. C’è chi ha visto altri grandissimi e pensava di aver visto tutto, magari con la convinzione che il nuovo raramente possa avvicinarsi davvero alla storia, e invece ti ha visto cancellare convinzioni e riscrivere il concetto di insuperabile, imbattibile ed eterno.Sei stato il giocatore che ha vestito più a lungo la nostra maglia, quello che ha vinto più titoli, il secondo in assoluto per numero di presenze, ovviamente il portiere con il maggior numero di clean sheet. Sei stato il nostro capitano e il nostro baluardo. Sei stato semplicemente Gigi.In questa giornata tutti ripenseremo alle tue parate incredibili, al modo in cui hai attraversato la storia, salutando fenomeni e vedendo emergere i loro eredi. E tu sempre lì. La costante, la certezza, il campione che con un sorriso sapeva scacciare via ogni paura e dare a tifosi e compagni la sensazione di poter essere davvero inviolabili. Hai fatto sognare e hai reso i sogni realtà.Oggi finisce un'era e siamo profondamente onorati di averla vissuta. Siamo stati parte della tua storia e tu sei stato parte della nostra.Grazie, Gigi! In bocca al lupo per la tua nuova vita.
mercoledì 2 agosto 2023
Leggenda
domenica 30 luglio 2023
Và dove ti porta il cuore
di Susanna Tamaro
Fu un successo senza precedenti quando venne pubblicato. Ricordo che all'epoca veniva contrapposto a "Sostiene Pereira", ed io ovviamente parteggiavo per Tabucchi. Non è il mio genere, infatti, un "romanzo sentimentale"
La forma diaristico epistolare contribuisce all'originalità dell'opera, costringe a continua attenzione mentre si dipana il racconto dei rapporti tra la protagonista e le altre donne del rapporto, madre figlia e nipote, non senza drammi e sorprese.
Ai pochi essenziali fatti si accompagna una continua riflessione sulla vita, su come le cose ci cambiano, o come possiamo (o non possiamo) cambiarle.
Sul destino, l'amore. Su quello che conta veramente, conoscere se stessi e seguire la propria strada, quella giusta.
Per avere a lungo vissuto e avere lasciato dietro di me tante persone, so ormai che i morti pesano non tanto per l'assenza, quanto per ciò che - tra noi e loro- non è stato detto.
Avevo detestato l'invadenza di mia madre, volevo essere una madre diversa, rispettare la libertà della sua vita. Dietro la maschera della libertà spesso si nasconde la noncuranza, il desiderio di non essere coinvolti. C'è un confine sottilissimo, passarlo o non passarlo è questione di un attimo, di una decisione che si prende o non si prende; della sua importanza ti rendi conto solo quando l'attimo è trascorso. Solo allora ti penti, solo allora comprendi che in quel momento non ci doveva essere libertà ma intrusione: eri presente, avevi coscienza, da questa coscienza doveva nascere l'obbligo ad agire. L'amore non si addice ai pigri, per esistere nella sua pienezza a volte richiede gesti precisi e forti. Capisci? Avevo mascherato la mia vigliaccheria e la mia indolenza con l'abito nobile della libertà"
Quando si hanno i tuoi anni generalmente non ci si pensa, ogni cosa che accade la si vede come frutto della propria volontà...Soltanto più in là ti accorgi che la strada è già fatta, qualcun altro l'ha tracciata per te, e a te non resta che andare avanti... Verso i sessanta, quando la strada alle tue spalle è più lunga di quella che hai davanti, vedi una cosa che non avevi mai visto prima: la vita che hai percorso non era dritta ma piena di bivi, ad ogni passo c'era una freccia che indicava una direzione diversa; da lì si dipartiva un viottolo, di là una stradine erbosa che di perdeva nei boschi. Qualcuna di queste deviazioni l'hai imboccata senza accorgertene, qualcun'altra non l'avevi neanche vista; quelle che hai trascurato non sai dove ti avrebbero condotto, se in un posto migliore o peggiore; non lo sai ma ugualmente provi rimpianto... Lungo i bivi della tua strada incontri le altre vite, conoscerle o non conoscerle, viverle a fondo o lasciarle perdere dipende soltanto dalla scelta che fai in un attimo; anche se non lo sai, tra proseguire dietro o devia spesso si gioca la tua esistenza, quella di chi ti sta vicino.
Se io avessi capito allora che la prima qualità dell'amore è la forza, gli eventi probabilmente si sarebbero svolti in modo diverso. Ma per essere forti bisogna amare se stessi; per amare se stessi bisogna conoscersi in profondità, sapere tutto di se, anche le cose più nascoste, le più difficili da accettare.... Ai comuni mortali, alle persone come me, come tua madre, non resta che il destino dei rami o delle bottiglie di plastica. Qualcuno - o il vento- a un tratto ti butta nel corso di un fiume, grazie alla materia di cui sei fatto invece di andare a fondo galleggi; già questo ti sembra una vittorie e così, subito, cominci a correre; scivoli svelto nella direzione in cui ti porta la corrente... poi con il tempo e i chilometri, gli argini si abbassano, il fiume si allarga, ha ancora i bordi ma per poco. "dove sto andando?" ti domandi allora e in quell'istante davanti a te si apre il mare. Gran parte della mia vita è stata così. Più che nuotare ho annaspato. Con gesti insicuri e confusi, senza eleganza nè gioia, sono riuscita soltanto a tenermi a galla.
"I giovani" dice spesso nel mezzo di un discorso "non hanno cuore, non hanno più il rispetto che avevano una volta". Per non farla andare oltre annuisco, dentro di me però sono convinta che il cuore sia lo stesso di sempre, c'è solo meno ipocrisia, tutto qui, I giovani non sono naturalmente egoisti, così come i vecchi non sono naturalmente saggi.
Trovare scappatoie quando non si vuole guardare dentro se stessi è la cosa più facile al mondo. Una colpa esterna esiste sempre, è necessario avere molto coraggio per accettare che la colpa - o meglio la responsabilità - appartiene a noi soltanto.
Forse potrai capirmi soltanto quando sarai più grande, potrai capirmi se avrai compiuto quel percorso misterioso che dall'intransigenza conduce alla pietà.
E poi quando davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e vai dove lui ti porta.
Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico
di Eva Cantarella
Alla fine mi tolgo la curiosità di provare uno dei saggi di Eva Cantarella, da tempo appuntati nella wishlist.
I profili di interesse sono diversi, a partire dall'approccio comparativistico tra il mondo greco e romano.
Il rimarchevole impegno sulle fonti, poeti e commediografi di cui l'autrice è in grado di scovare versi pertinenti alla materia trattata, si accompagna alla padronanza in materia giuridica, che peraltro è costretta a dimostrare rispetto a fonti normative di cui è nota l'esistenza ma non il testo.
A chi legge apparirebbe arduo trarre qualsivoglia conclusione da taluni dei versi esaminati: ma probabilmente è proprio la vastità della sua cultura che rende possibile l'operazione alla Cantarella.
Della diffusione e considerazione dell'omosessualità nel mondo antico, di cui peraltro è fornita un'analisi diacronica con l'evolversi dei costumi e delle condizioni economico e sociali, viene dato conto dando rilievo ad una differenza tra mondo greco ed romano, nel primo essendo l'omosessualità praticata (solo) con i giovani in passaggio all'età adulta una normale tappa della loro formazione, mentre a Roma la piena liceità pertineva al rapporto padrone - schiavo. In sostanza vi era un'area di "normalità" del rapporto omosessuale che per i greci era il rapporto pais-adulto, a Roma il rapporto proprietario con lo schiavo. Fuori da questa zona di accettazione sociale essi potevano trovare riprovazione, e da un certo momento anche sanzione giuridica, con interventi legislativi che di per sè evidenziano la vastità di fenomeni non facilmente controllabili.
La riprovazione e la punizione giuridica riguardavano esclusivamente l'omosessualità passiva, in particolare a Roma ove anche in tema di morale sessuale doveva trovare conferma l'assunto del vir romano dominatore e conquistatore.
Cantarella non manca di dedicare particolare attenzione alle donne, esaminando sia come si rapportassero all'omosessualità dei loro uomini, sia all'omosessualità femminile, rimarcando peraltro a più riprese la condizione di sostanziale "apartheid" cui erano confinate nella Grecia classica.
giovedì 27 luglio 2023
Il fisco e il fascismo
di Gianni Marongiu
Nel penultimo (per cronologia del periodo interessato) capitolo della sua storia fiscale dell'Italia Marongiu affronta il fatidico ventennio, dedicando attenzione oltre che all'aspetto strettamente fiscale anche a quello della spesa pubblica.
Dopo una breve introduzione sulla presa del potere del 1922, viene analizzata la "restaurazione finanziaria" nel primo triennio con alle finanze Alberto De Stefani. La concezione "manchesteriana" si accompagna ad una marcata autonomia del ministro, che pagate alcune "cambiali politiche" ai "pdaroni del vapore, operò nel solco delle politiche dei suoi predecessori, di indirizzo dichiaratamente liberistico (ove necessario corretto con il necessario pragmatismo), nel segno del "disboscamento della fiscalità di guerra, del perseguimento del pareggio di bilancio. La una riforma fiscale da lui adottata sull'imposta personale viene descritta in relazione alla moderazione di alcune scelte, in particolare riferite all'accertamento.
La sostituzione di De Stefani con Volpi fu per Marongiu il frutto di un nuovo equilibrio politico tra le forze industriali ed un regime maggiormente disposto ad assecondarne le esigenze.
Nella seconda metà dei Venti è il neo-protezionismo il segno caratterizzante, ove le scelte economiche si allineano a decisioni eminentemente politiche (battaglia del grano, "quota novanta", l'imposta sui celibi con tutti i suoi squilibri.
La concezione autoritaria si riflette nell'introduzione dei profili penali in materia di evasione, con la singolarità di una normativa che ne affidava l'esecuzione all'apparato amministrativo, nonchè sul ruolo recessivo riservato alla finanza locale.
Nello stesso periodo il completamento dell'edificazione dello stato totalitario vede la sottomissione del sindacato, a tutto svantaggio delle classi meno abbienti che sopportano in termini di minor salario reale i maggiori sacrifici per l'edificazione del nuovo stato, mentre la gran pompa intorno al sistema corporativo non trova riscontro nella sua effettiva incidenza sulla realtà economica e sociale.
Negli anni della crisi mondiale, che seppure più lentamente che altrove fece sentire i suoi effetti sul bilancio pubblico, emerge nuovamente la volontà di non incidere sul versante fiscale, addossando ancora ai ceti popolari (riduzione di stipendio e salari) il maggior carico.
L'avventura etiopica, l'intervento in Spagna e la creazione dell'Impero volsero inevitabilmente al disavanzo, con spese eccezionali e gli effetti delle sanzioni a rendere drammatica (al netto della propaganda) una situazione economica, senza la necessaria decisione di porvi rimedio sul lato entrate, dove ambiziosi progetti di riforma anche sul piano amministrativo non trovarono concreta attuazione (l'anagrafe triburaria, il contingente di studio, la codificazione), mancando (toh!) la volontà reale di por rimedio alla diffusa evasione.
La formula che viene utilizzata per descrivere la prevalenza della decisione politica sulla variabile finanziaria è "bilanci di guerra senza adeguate misure fiscali", in una chiara contraddizione tra la politica asseritamente e programmaticamente imperialista e quanto necessario, in termini di risorse, per renderla possibile.
mercoledì 26 luglio 2023
E se avessero ragione loro?
venerdì 21 luglio 2023
Bismarck. Il grande conservatore
giovedì 20 luglio 2023
O ce biel
La nostra guerra
mercoledì 19 luglio 2023
Monte Peralba
domenica 2 luglio 2023
Monte Malvuerich Alto
Escursione programmata secondo la guida "i sentieri della memoria" ma eseguita con qualche (evitabile) deviazione.
Dalla partenza a quota 1300 sulla strada per Pramollo un breve tratto in discesa precede un'ascensione abbastanza ripida nel bosco, al termine della quale corde e scala sono necessarie per raggiungere il versante opposto, dal quale c'è ampia visione della val Pontebbana e della val Canale.
In un sentiero tra i mughi si raggiunge il bivio per la cima del Malvuerich basso, che trascuriamo per dirigerci rapidamente alla cima maggiore, dalla quale la visuale spazia da Pontebba a oltre gli impianti di Passo Pramollo.
Incontri in cima ci inducono nell'errore di trascurare la traccia suggerita dalla guida, procedendo in discesa per la via più breve, nella quale affrontiamo alcuni tratti esposti.Almeno la via è accorciata, in maniera che quando riprendiamo il sentiero 433 e inizia a piovere manca poco per l'arrivo alla baita Winkel.
Dopo sosta ristoratrice affrontiamo il tratto che manca per il recupero dell'auto.
La vera bellezza

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