lunedì 19 settembre 2022

Non mi svegliate

Ho già dichiarato qual è il sogno.

Martinez non ha segnato, abbiamo vinto in rimonta come da copione che vorremmo aver scritto noi.


Gol preso a freddo, dimostriamo grande freddezza e forza, per venti minuti non li facciamo uscire dalla meta campo. Mai vista una squadra così in difficoltà.

Dopo il fortunato ma meritato pareggio, ce la giochiamo alla pari per mezzora a cavallo dell'intervallo, le diamo e le prendiamo.

Negli ultimi minuti calano e affondiamo il colpo, da manuale, quando è troppo tardi per recuperare.

Dopo la quinta vittoria, si potrebbe pensare all'analogo traguardo di Oddo, e a quel che successe dopo.

Preferisco pensare a quel giorno di dicembre 1997, quando Oliver volò alto, li battemmo e capimmo di essere forti. Anche allora nessuno voleva lasciare lo stadio, l'ho sempre pensato come l'apice della nostra storia.

Come nei sogni, è un sogno, non mi svegliate



Il partito radicale

di Gianfranco Spadaccia
Quando con un amico ho commentato l'uscita di questo libro, abbiamo subito convenuto su un dettaglio: che bella copertina!
La consueta eleganza dell'edizione Sellerio si sposa magnificamente con il rosso della rosa nel pugno, simbolo che (qui subisco un inevitabile "transfert ideologico") mi ispira freschezza, modernità, libertà.
Spadaccia verga una testimonianza dettagliatissima di una vita in larga parte identificatasi con l'attività politica e con il soggetto in cui l'ha in gran parte praticata, il partito radicale.
Un po' storia alla maniera in cui viene scritta dai giornalisti, un po' libro di memorie, l'opera sottrae all'oblio una serie di ricordi che senza di lui sarebbero certamente andati persi, legandoli alle vicende di un movimento politico unico per caratteristiche e per i risultati che ha saputo raggiungere in rapporto alle (poche) forze.
Veniamo a conoscenza di importanti particolari su alcune decisioni sull'organizzazione e sulle campagne, che ci portano a vederle su una luce nuova.
Il punto di vista di Spadaccia oltre che al rapporto con Pannella è legato, soprattutto nella fase centrale, alla possibilità di perseguire un'alternativa a sinistra agli equilibri sclerotizzati della Prima repubblica.
A partire dagli anni 90, in coincidenza con il periodo in cui ho cominciato a interessarmi ai radicali, Spadaccia lasciò l'impegno diretto, la parte del libro che si occupa di questa fase è una cronaca dall'esterno.

sabato 17 settembre 2022

Il cavaliere e la morte

di Leonardo Sciascia.
Una delle ultime opere di Sciascia, con un tocco di Friuli visto che venne scritta durante un soggiorno che lo vide ospite del "Premio Nonino".
Scriveva Beniamino Placido che fare cultura vuol dire invogliare a prendere in mano un libro. La lettura di Sciascia riesce benissimo in questo, quando superata l'ammirazione per l'erudizione che traspare dalle sue pagine e un po' di vergogna per la propria ignoranza (attenuata dalla soddisfazione di aver sfogliato, come il ragazzo dell'ottantanove arrestato, la 'Rivoluzione francese' di Mathiez), ti porta a compilare l'elenco delle prossime letture.
Primo della lista, l'Isola del tesoro.
Dev'essere stato uno dei "giusti" di Borges, quello contento che esista Stevenson, ad aver detto che quella lettura è "quanto di più si poteva assomigliare alla felicità".
Questa volta l'autore della vera indagine, tutta intellettuale, che comprende il delitto più di quella ufficiale, è un poliziotto. Non il commissario, il Vice.
Alle prese con il male che gli impone continuamente davanti agli occhi, con l'incisione di Dürer, il tema della morte, formula subito il dilemma intorno al quale ruota l'inchiesta: i figli dell'ottantanove sono stati creati per uccidere Sandoz o Sandoz è stato ucciso per creare i figli dell'ottantanove?
I riferimenti alla storia recente appaiono immediatamente comprensibili, l'intento etico del libro è enunciato in un'intervista del 1987: "Il mio ruolo è di dire le cose che noto o che scopro nella realtà: due e due fanno quattro e, identificate certe promesse, il risultato sarà inevitabile. Basta conoscere la storia italiana per capire che cosa capita oggi o accadrà domani. Non ho nessun dono profetico: basta, ripeto, conoscere e osservare, e aver il coraggio di opporsi al conformismo e alla verità ufficiale".
La comprensione della realtà diventa arte raffinata, vera e grande letteratura, in un racconto composto di parole lievi e raffinate, personaggi tratteggiati con poche pennellate, chicche lasciate qua e là tra riferimenti letterari e fulminei giudizi con i quali viene incenerita la parola "paninoteca" piuttosto che la "conversione" degli ex tabagisti.

Ci si converte sempre al peggio, anche quando sembra il meglio. il peggio, in chi è capace di conversione, diventa sempre il peggio del peggio.

La signora era magra, ma non sgradevolmente; la si poteva dire leggera, poichè leggero, di vibratile leggerezza, era il suo muoversi, il suo gestire.

Una legge, pensava, per quanto iniqua è pur sempre forma della ragione: per conseguirne il fine di estrema, definitiva iniquità, quegli stessi che l'hanno voluta e che l'hanno fatta, sono costretti a prevaricarla, a violentarla. 

Più volte fu costretto a dichiarare che si trattava di un presunto figlio dell'ottantanove; mai dimenticando, secondo diritto, il presunto: che come ognun sa è invece sinonimo, nel corrente linguaggio giornalistico, di colpevolezza certa.

Ma il mondo, il mondo umano, non aveva sempre oscuramente aspirato ad essere indegno della vita? Ingegnoso e feroce nemico della vita, di se stesso; ma al tempo stesso aveva inventato tante cose amiche: il diritto, le regole del gioco, le proporzioni, le simmetrie, le finzioni, le buone maniere..."

Ah, l'elenco.
Stevenson, Montaigne, Proust, Tolstoj, Leopardi, Gide, Hugo.

venerdì 16 settembre 2022

giovedì 15 settembre 2022

1984

di George Orwell

Invogliato da alcune citazioni nel libro della Soncini, mi sono finalmente confrontato con questa celeberrima opera.
Inevitabile la caccia ai passi in cui rinvenire gli aspetti profetici , su cui prevale poi il cuore del libro, la riflessione sul tema del potere e della solitudine dell' uomo di fronte ad esso.
La lotta per conservare un po' di umanità, legata al desiderio di non rinunciare al proprio corpo e al legame con ciò che rimane della verità danno un senso alla vita del protagonista, la sua sconfitta è il presagio del destino dell'uomo.
Particolarmente interessante è la descrizione del rapporto tra il linguaggio e la realtà. La neolingua è lo strumento con cui il socing costruisce il suo nuovo mondo, in cui il controllo poliziesco non sarà più necessario perché la libertà non potrà più nemmeno essere pensata.
Quel che mondo orwelliano è disegno mefistofelico, nel nostro mi appare sullo sfondo come possibile esito dell'impoverimento culturale: che ne sarà di milioni di persone per cui un libro sarà solo un oggetto di antiquariato?

Il sogno di una cosa

Sogna, il tifoso, non ragiona.
Lo sa, che quello che lo aspetta è, si spera sempre, il mantenimento della categoria. 
Quando va meglio, un anno senza patemi, un gioco accettabile, una vittoria di prestigio in casa.
E però, ogni volta che infiliamo due buone partite, la fantasia corre, agli anni buoni e anche più in là.
Con la Roma è stata notte magica. Lezione di calcio al re degli sbruffoni, incapace di fare fare ai suoi tre passaggi di fila, ma bravissimo a dare la colpa di un tracollo senza appello ai raccattapalle. 
Abbiamo goduto, abbiamo fatto un bel po' di casino, ma poi abbiamo ricordato il Guido: "stin calmuts". 
A Sassuolo siamo andati proclamando che ci bastava il pari. E siamo tornati con  3 punti figli di santa pazienza non meno che del talento di alcuni giocatori finalmente capaci di farci rivivere certe giocate.
Stin calmuts
Domenica c'è l'Inter, ci basta il pari.
Mica possiamo vincerne 5 di fila, poi c'è il Verona dove non possiamo fallire. Ci temono, non ci sottovalutetanno, si sono rinfrancati 
Stin calmuts.
È prudente, il tifoso che ne ha viste tante, più di tutte le delusioni.
Ma nel fondo del suo cuore, senza ammetterlo a nessuno, è chiaro quello che sogna, e sognerà fino a domenica e fino al gol di Martinez: il Leicester.

mercoledì 24 agosto 2022

Monte Festa

Trovata un'insperata sponda in mio figlio, per un'escursione necessariamente breve in giornata di partita, scelgo un altro "sentiero della Memoria", l'ascensione del Monte festa da Interneppo.

La pista che sale da poco sopra il paese è una comoda mulattiera, che in diversi punti abbandoniamo in favore del sentiero che ci permetto un discreto risparmio di strada.

Sulla strada si aprono scorci di un panorama suggestivo, la distanza rende attraente persino il vituperato lago di Cavazzo.

La cima raggiunta in un paio d'ore offre diverse sorprese, tanto l'ampio panorama che spazia sino a Tolmezzo, quanto il Forte, costruzione molto particolare scavata nella roccia sommitale.
Escursione facile e di indubbio interesse.


 

Pal Piccolo

Per l'uscita di Ferragosto l'escursione sta diventando una piacevole tradizione.

Opto per un grande classico, l'ascensione del Pal Piccolo, che affrontiamo dal lato italiano, tralasciando il lato austriaco per alcune difficoltà segnalate.

In un paio di ore di agevole camminata raggiungiamo le trincee che costellano la parte immediatamente sottostante la cima. Sono molti i sentieri che permettono di visitare le centenarie installazioni militari, si potrebbe camminare veramente a lungo percorrendole tutte.

Sulla cima si è indecisi se indugiare sulla bella visuale sul versante austriaco e sulla valle del But, oppure riflettere sulle condizioni di vita di coloro che combatterono su questa cima, in trincee opposte i cui resti permettono, come in pochi altri luoghi, di avere veramente contezza di quanto breve fosse la distanza tra la vita a la morte per quegli uomini.

Il ritorno è ancor più rapido con una piccola variante sulla pista del Freikofel, per poi fare una breve passaggio a Mauten prima del rientro a casa.





Quei bacchettoni dei finlandesi

Difficile trattenersi dal pensare che a Sanna Marin vogliano farla pagare per essere donna, giovane, bella e potente.

Manco fosse un accenno di rissa tra Juric e Vagnati, circolano sui video in cui fa cose, come ballare o cantare, tra le più innocenti e naturali che si possano aspettare da una persona di quella età.

Chiaro che le polemiche hanno matrice politica, il fatto che siano possibili ci dà la vera notizia, che ci sono i bacchettoni anche nei "popoli nordici a noi superiori".


Quando sono in curva nord

Dopo 40 anni, inizia il primo campionato in curva, inevitabile approdo. 

Si vede bene?

Non è questo il punto, come ben capisce chi sa cogliere la differenza tra andare a vedere una partita e andare a tifare la propria squadra