Dopo 40 anni, inizia il primo campionato in curva, inevitabile approdo.
Si vede bene?
Non è questo il punto, come ben capisce chi sa cogliere la differenza tra andare a vedere una partita e andare a tifare la propria squadra
Dopo 40 anni, inizia il primo campionato in curva, inevitabile approdo.
Si vede bene?
Non è questo il punto, come ben capisce chi sa cogliere la differenza tra andare a vedere una partita e andare a tifare la propria squadra
Mai come in questa occasione (complice la diminuzione del numero dei parlamentari) la formazione delle liste è stata vissuta come un thrilling, un'ordalia.
Per forza.
Con questa (e con le precedenti) leggi elettorali, la formazione delle liste è di fatto un atto di nomina, visto che tra collegi sicuri e liste bloccate tre quarti dei nuovi parlamentari sono già noti.
Normale che gli esclusi "eccellenti" l'abbiano presa male, come i dirigenti locali che hanno dovuto lasciare il posto ai "visitors".
Non è democrazia questa, francamente assomiglia di più alla legge Acerbo che ad una vera procedura elettorale.
Oggi il Messaggero ci ricorda una ricorrenza centenaria.
E vabbè, ci sarebbe quello "scudetto" del 1896 reclamato e mai assegnato. La Mitropa nemmeno la voglio ricordare, anche se ce l'ho su una vecchia bandiera.
La verità è che noi c'abbiamo "zeru tituli", ma non per questo siamo meno fieri dei nostri "120 anni di orgoglio, storia e tradizione". Ora sono 125, e ci aggiungo la nobiltà alle prerogative di una piccola ma grande società, capace come poche altre di essere anche capofila nelle innovazioni.
In questa storia sono più le sconfitte delle vittorie ("son passati più di trentanni, quante gioie, quanti dolori") ma non la cambieremmo con nessun altra.