domenica 12 aprile 2020

Tre canzoni

Quando sei nato, come per ogni primo figlio, mi sembrava che non esistesse null'altra cosa al di fuori di te.
Ascoltando questo pezzo di Lenny Kravitz, mi è capitato di chiedermi: dov' eri, prima?


La prima volta che ti ho visto, sullo schermo nello studio di un medico, ad un tratto il silenzio dell'attesa è stato interrotto dalle prime note di questa canzone. Allora non lo sapevo, che saresti stato anche tu, un po', uno sempre sulla luna.



Alla carica che dà la musica del Boss devi molto, un giorno forse te lo portò spiegare. Quando abbiamo saputo che arrivavi, allora, è stata la festa che può dare una vera sorpresa

  

mercoledì 8 aprile 2020

Restate a casa (ovvero la grammatica è importante)

E' vero, gira anche lo slogan #iorestoacasa.
Perchè restate a casa (seconda persona plurale) lo dice chi invece, per motivi vari, deve (cioè può) uscire.
C'è abbastanza disciplina, per ora; ma già si moltiplicano, dopo tutti quelli che avevano un buon motivo per consentire a se stessi una deroga, tutti quelli che hanno pazientato abbastanza da aver un un buon motivo per consentire a se stessi una deroga, magari il giorno di Pasqua.
Niente moralismo; e la consapevolezza che il rispetto di regole da parte di decine di milioni di persone non si ottiene con le multe ed i controlli, ma con la ragionevolezza di quanto viene richiesto.
Magari giusto una prece, che non si faccia i moralisti con le privazioni degli altri.

lunedì 6 aprile 2020

Edizione straordinaria (7). Siamo un modello

"Siamo un modello per il mondo".
Sì, ma non è un vanto se siamo osservati per conoscere gli errori da cui guardarsi

Edizione straordinaria (6). Il ruolo della politica

Ogni anno ci sono credo più di 300 morti per incidenti stradali.

Tuttavia continuiamo ad andare in macchina.

Chiudere la circolazione sarebbe un sacrificio impensabile per troppe persone, a fronte del risparmio di quelle vite.

Ora siamo in casa per 15.000 decessi. Sono forse molti di più, aumenteranno, molti sono stati risparmiati dalle misure di contenimento.

Da un punto di vista della decisione pubblica si dovrebbe calcolare il numero delle morti evitate, poi calcolare il danno provocato dalle misure, e valutare se vogliamo sostenerlo per raggiungere quel fine. C'è un punto in cui il numero dei morti diventa non più accettabile, allora si chiude.

Mi chiedo se la decisione iniziale di BoJohnson (accettare le morti differenziali senza nemmeno calcolare il danno all'economia) non sia altrettanto ideologica della nostra (salviamo tutti, costi quel che costi).

E' ovvio che dal punto di vista del singolo e dei suoi cari la vita non ha prezzo. Ma la "collettività" ragiona differentemente, dovrebbe perseguire la maggior utilità del maggior numero.

Anche nelle guerre si sacrificano delle persone (i militari) per difendere altri interessi, non sempre (quasi mai) la vita di molte altre persone. La politica decide.

La mia impressione è che la questione non si sia nemmeno posta, nella mente dei nostri governanti, per tacer dei forti dubbi sulla democraticità delle decisioni prese e sul loro impatto sulla libertà personale.

Certo, hanno fatto come noi anche tutti gli altri.

Ma la questione si ripropone uguale per la riapertura.

Qualcuno prenderà decisioni politiche?

"Decidono i medici" proprio non si può sentire.

giovedì 2 aprile 2020

Edizione straordinaria (5). Prime cause ai medici?

Già mi era molto dispiaciuto leggere di un'iniziativa giudiziaria sulla gestione del paziente-1, che spero abbia già trovato il suo posto nell'archivio.
Ora pare che studi legali e società pubblicizzino sul mercato iniziative giudiziarie, per gli infettati di COVID, con l'ovvio contorno dei patti di quota-lite.
Le associazioni forensi si sono dissociate, per fortuna.
Non sarò io a discutere dei diritti. I diritti sono tali perchè non si deve chiedere il permesso di esercitarli, perchè c'è sempre un giudice che ne può accertare l'esistenza.
E tuttavia.
Da molti anni penso che l'abuso della responsabilità civile sia uno dei gravi problemi del nostro paese. Per ogni problema, giù cause, vediamo se ne caviamo una sommetta. Nel campo medico questo ha provocato lo stanziamento di enormi risorse per costi assicurativi distolte dall'assistenza, ma anche la meno evidente (ma forse più grave) modifica del comportamento clinico dei medici, comprensibilmente inclini ad adeguarsi a protettivi protocolli anche quanto divergono (magari imponendo costosi accertamenti non necessari nel caso concreto) da quanto in loro responsabilità ritengono utile per la cura.
I medici che oggi sono considerati come eroi sono gli stessi che ieri venivano additati quali responsabili della "malasanità", e rischiano domani di vedersi addebitate alcune delle inevitabili conseguenze nefaste dell'attuale crisi.
Che venga evitato questo sfregio, in un modo o nell'altro.

Musica familiare

Ho messo in sottofondo la rassegna stampa del 2 aprile 2019, l'ultima di Massimo. Così, senza ascoltare le parole, come fosse una musica rassicurante e familiare. 
Melomani Bordiniani per sempre.

lunedì 30 marzo 2020

Grazie, fratelli. Che ci accomuni la buona memoria.

Da diverso tempo ho avuto modo di osservare l'ottimo livello di integrazione nel nostro paese dei cittadini di origine albanese.
Lavoratori, fieri della propria origine, rispettosi delle tradizioni del Paese che le ha accolti.
Il gesto del governo albanese di oggi, ed il discorso del primo ministro che lo accompagna, rende onore a tutti loro e a tutto un popolo.


sabato 28 marzo 2020

Ci meritiamo Sergio Mattarella


In un discorso breve ma dai contenuti alti e forti il nostro Presidente ha distillato riflessioni di grande intelligenza.
Nell'affrontare il tema dell'Europa ha introdotto la fondamentale distinzione tra le istituzioni che nell'Unione rappresentano l'organismo sovranazionale, che sinora hanno corrisposto alle aspettative di un Paese così colpito dall'emergenza, da quello che rappresenta gli stati membri, che non l'hanno ancora fatto.
E poi, quella frase: "La solidarietà non è soltanto richiesta dai valori dell’Unione ma è anche nel comune interesse".

Conforta poter contare su un capo così.


venerdì 27 marzo 2020

Edizione straordinaria (4)

da Niente di nuovo sul fronte occidentale, di Erich Remarque
Poi comincia a spiegare dove si debba spezzare in Francia il fronte avversario, e di quando in quando si rivolge a me: «Dovreste farla un po' finita con quella vostra eterna guerra di posizione. Date una buona scoppola a quelle canaglie, e avremo la pace».
Gli rispondo che a nostro avviso non è possibile aprire una breccia nel fronte nemico. Quelli di là hanno troppe riserve. Inoltre la guerra è alquanto diversa da ciò che qui si immagina. Ma lui ribatte con sussiego, e mi dimostra che io non ne capisco nulla.
«Naturale, così pare al singolo individuo» dice «ma non bisogna perdere di vista l'insieme. E l'insieme voi non lo potete giudicare: voi non vedete che il vostro piccolo settore. Arrischiate ogni giorno la vita, ciò è altamente onorevole - ciascuno di voi dovrebbe avere la croce di ferro - ma l'importante è che il fronte nemico sia spezzato in Fiandra e poi respinto indietro tutto, procedendo da nord a sud.»
E qui soffia, e si asciuga la barba. «Respinto indietro come un tappeto che si arrotola, dall'alto in basso. E poi puntare su Parigi.»

mercoledì 25 marzo 2020

Fragile

di Marco Van Basten

Le autobiografie dei campioni non sono un genere da me prediletto, ma per Marco Van Basten era necessaria un'eccezione.
Campione di classe purissima e di eleganza inarrivabile, la sua è una storia rimasta un po' a metà, interrotta incredibilmente da un infortunio che ne ha dimezzato la carriera. 
Ciononostante il mio parere è che la sua grandezza come attaccante lo elevi ad un livello cui solo Ronaldo (quello originale) può accedere. 
E' una grandezza che non gli viene riconosciuta, generalmente: nelle graduatorie dei più grandi, il suo nome spesso non figura. 
Il libro è strutturato in parti (la giovinezza, il Milan, la caviglia, il dopo), con capitoli che non rispettano l'ordine cronologico, e spesso prendono spunto da un episodio, da una partita, da un gol, per raccontare qualche aspetto della persona.
Una persona indubbiamente complicata, forse irrisolta, quella che risulta da molte pagine che appaiono quasi un esercizio di autoanalisi (il rapporto con la madre, con il padre, con Cruyff).
Una persona che appare ammettere con sincerità la sua normalità e le sue debolezze di uomo, a partire dal titolo scelto, al racconto dei "problemi" finanziari e delle alterne (eufemismo) fortune come allenatore.
Di calcio si parla, certo. Direi anche. L'aspetto più interessante è l'opinione espressa sul calcio di Sacchi, a suo dire (ma non solo) eminentemente difensivo. Il racconto del contrasto con il mister, non certo nuovo, è tuttavia accompagnato dall'ammissione di aver ecceduto. 
Marco van Basten, il migliore centravanti di sempre, il migliore della migliore squadra della storia. 
Che eroe, per la mia gioventù.
Che finì la stessa sera della sua vita di calciatore, il 18 agosto del 1995: lui a San Siro a salutare i tifosi, io in quella tenda sulle pendici del Monte Cacciatore.    

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