Chiedetemi se ho visto un posto più bello, e mi fermerò a lungo a pensare se ne riesco a indicare un altro.
La conca in cui si erge il Campanile di Val Montanaia, contornata dagli Spalti di Toro, è vera meraviglia e meritato oggetto di immagini copertina della nostra montagna, insieme a lui, il nostro leggendario pinnacolone.
Ci salgo con i ragazzi, ci tengo che lo vedano, che magari tra molti anni possano dire "ci sono stato la prima volta con lo zio".
L'accesso è lungo, ma come dico sempre non molto di più di quello che ci conduce ad altre mete più tradizionali, e consente un nuovo tuffo nella meraviglia che è la Val Cimoliana.
Una breve tappa al Pordenone e si parte, i ragazzi non hanno bisogno di tante pause. La giornata è ideale, le nuvole ci sottraggono ad una nefasta esposizione al sole sulla pietraia iniziale. La salita ha una pendenza costante relativamente faticosa, fin quando non si apre alla fascia in cui compare rada vegetazione. L'ultimo tratto è compiuto al cospetto del Campanile, ai ragazzi dico andare, ci vediamo al bivacco, voglio salire con calma ed assaporarmi l'attesa della meraviglia.
Il bivacco è vuoto, allora non è una chimera passare una notte qui; sentiamo anche suonare tre volte la campana, molti scalatori sono all'opera. Tra gli escursionisti la più parte parla straniero, viene da lontano ad ammirare il nostro campione.
E' questo un luogo che non delude, l'unica cosa che guasta il momento è il pensiero che si dovrà ripartire. Visto che è presto (due ore di ascesa) ci sarebbe il tempo per l'ascesa alla forcella, sbaglio a non approfittarne. Dopo una lunga pausa riprendiamo la via del ritorno.






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