Se tu vens cà sù ta' cretisLà che lôr mi àn soterâtAl è un splàz plen di stelutis:Dal miò sanc 'l è stât bagnâtPar segnâl une crosuteJé scolpide lì tal cret:Fra chês stelis nàs l'arbuteSot di lôr jo duâr cuièt
L'avevo chiesto e promesso ad Alessandra, di accompagnarla nel pellegrinaggio che lei e Gabriele fanno ogni anno.
Bravi ragazzi a mantenere questo ricordo. Non so come funzioni, mi allineo in tutto alle loro esigenze, ivi compresa la data che coincide con quella della gita sociale.
La partenza è alle 9.45 (sic) alla cabinovia. Cittadini con le pedule, stavolta sono loro.
Altra giornata tersa di uno straordinario settembre, lo scorcio che si apre guardando il villaggio offre la solita meraviglia. Ci dirigiamo in discesa, attraverso la pista, verso la malga Lussari. Poco a fianco, risaliamo brevemente un colle, ecco la destinazione. Su una pietra hanno collocato una targa, è lì che Alessandra posa dei fiori che devono resistere tutto l'inverno, fino all'estate prossima.
I più giovani scalpitano, chissà che ne pensano di questa fastidiosa camminata per ricordare uno zio morto oltre 30 anni fa.Vengono ogni anni, ma non conoscono le cime intorno. Cos'è quello? E' la Cima del Cacciatore, Alessandra.
Penso che siamo in 9, fatti due conti i fratelli avevano 16 e 12 anni, sono l'unico che veramente lo ha conosciuto.
Il pudore prevale, nemmeno questa volta c'è modo di parlare di lui. Ma sono contento di avere un posto dove tornare: a cercare una stella alpina da nascondere sul cuore.
Ciol sù, ciol une stelute:Je 'a ricuarde il néstri benTu 'i darâs 'ne bussaduteE po' plàtile tal senQuant che a cjase tu sês soleE di cûr tu preis par meIl miò spirt atòr ti svole:Jo e la stele sin cun teIl miò spirt atòr ti svole:Jo e la stele sin cun te



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