domenica 27 settembre 2026

Stelle alpine a Malga Lussari

Se tu vens cà sù ta' cretis
Là che lôr mi àn soterât
Al è un splàz plen di stelutis:
Dal miò sanc 'l è stât bagnât
Par segnâl une crosute
Jé scolpide lì tal cret:
Fra chês stelis nàs l'arbute
Sot di lôr jo duâr cuièt

L'avevo chiesto e promesso ad Alessandra, di accompagnarla nel pellegrinaggio che lei e Gabriele fanno ogni anno.
Bravi ragazzi a mantenere questo ricordo. Non so come funzioni, mi allineo in tutto alle loro esigenze, ivi compresa la data che coincide con quella della gita sociale.
La partenza è alle 9.45 (sic) alla cabinovia. Cittadini con le pedule, stavolta sono loro. 
Altra giornata tersa di uno straordinario settembre, lo scorcio che si apre guardando il villaggio offre la solita meraviglia. Ci dirigiamo in discesa, attraverso la pista, verso la malga Lussari. Poco a fianco, risaliamo brevemente un colle, ecco la destinazione. Su una pietra hanno collocato una targa, è lì che Alessandra posa dei fiori che devono resistere tutto l'inverno, fino all'estate prossima.
I più giovani scalpitano, chissà che ne pensano di questa fastidiosa camminata per ricordare uno zio morto oltre 30 anni fa.
Vengono ogni anni, ma non conoscono le cime intorno. Cos'è quello? E' la Cima del Cacciatore, Alessandra.
Penso che siamo in 9,  fatti due conti i fratelli avevano 16 e 12 anni, sono l'unico che veramente lo ha conosciuto. 
Il pudore prevale, nemmeno questa volta c'è modo di parlare di lui. Ma sono contento di avere un posto dove tornare: a cercare una stella alpina da nascondere sul cuore.

Ciol sù, ciol une stelute:
Je 'a ricuarde il néstri ben
Tu 'i darâs 'ne bussadute
E po' plàtile tal sen
Quant che a cjase tu sês sole
E di cûr tu preis par me
Il miò spirt atòr ti svole:
Jo e la stele sin cun te
Il miò spirt atòr ti svole:
Jo e la stele sin cun te

 








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