giovedì 3 settembre 2026

Monte Volaia: chiedimi se sono felice

Ecco un vecchio pallino.

Ascesa trascurata, il nome fa andare al famoso, bellissimo lago e per la stessa fatica si va sul Coglians poco più avanti: in 7 ore di cammino non ho incontrato umani.

Le condizioni appaiono ideali, parto e alle 8.50 sono alla base Edelweiss, scelgo di fare il percorso ad anello suggerito dalla guida, anche se forse era meglio tornare come all'andata. 

Come mi accade in solitaria il passo è spedito, raggiungo nel tempo prefissato, con percorso nel bosco, i resti di casera chianaletta. Svoltato nella valle adiacente, dopo aver errato l'imbocco del sentiero riprendo a risalire in zona ora aperta ed erbosa, portandomi rapidamente al bivio per la forcella Ombladet. Da qui l'indicazione per la cima (generosa) è di 1.30 h. Dopo una breve pausa risalgo per il sentiero che ora diviene pietroso, per condurre alfine a delle installazioni belliche incredibilmente costruite a mt 2300 e oltre, nella tacca di Sassonero.. Da quest'ultima il sentiero prosegue lungamente per percorrere la costa delle elevazioni che lascio alla destra prima di arrivare ai piedi della cima del Volaia. Nella strada fori praticati per la roccia e poi scorci naturali mi lasciano già intravvedere, laggiù, il laghetto e alle spalle la possente parete del Coglians. L'ultimo tratto, nel quale trovo anche piccoli residuati nevosi composti da fiocchi tondi di dimensioni insolitamente grandi, comporta una salita a tratti faticosa per la cima, a metri 2470, che conquisto solitario, atteso da un'inaspettata, da queste parti, giornata soleggiata. 

Ecco la felicità, quella che può dare solo la vera bellezza. Da un lato il Lago Volaia, piccolino nello scorcio laggiù, ai piedi del gigante; dall'altro i pascoli di Bordaglia, ben visibili le due casere ma non il laghetto. In fondo la valle Fleons ed i monti di Sappada, laggiù lo stabilimento dell'acqua minerale.










Poco sotto la cima oltrepasso un fiorellino, che è cresciuto quassù, nella roccia e fuoriuscendo da una coltre di neve, e lo ringrazio per avermi ricordato che la vita vince sempre.

La discesa richiederà 3 ore abbondanti, incluso un faticoso canalone sotto la forcella Ombladet ed un non semplicissimo ritrovamento del sentiero sotto la casera Chiampei, per poi arrivare a Collina in paese.   

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