Uscita fuori sacco, faccio scegliere al giovane.
E tanto già lo so che opterà per la più alta.
Alla Cima di Terrarossa mi ero già avvicinato 11 anni fa, all'epoca (stessa stagione) non si era saliti per la neve dopo Huda Paliza.
Partenza mattutina, siamo alla base al parcheggio dell'altopiano presto, ma è già pieno di macchine. Giornata magnifica.
Di buona lena raggiungiamo il Di Brazzà dove prendiamo un caffè, e poi via su. Meno male che mi aspetta, di volata sorpassiamo i numerosi escursionisti, salutiamo i soliti stambecchi a pochi metri dal sentiero, ed in due ore scarse arriviamo alla Cima. Il panorama è magnifico, persino il sobrio estensore della guida si è lasciato per una volta andare. A fianco il Montasio, e cogliendo con uno sguardo il Miezegnot abbiamo sotto la Val Saisera, sullo sfondo Lussari e Cacciatore, più vicino Nabois Grande e Iof Fuart. Di fronte, il gruppo del Canin.
Si comprende come la vera bellezza così a portata di mano attiri così tante persone: nella discesa ne incontreremo almeno una cinquantina, per trovare un posto sulla circoscritta sommità avranno dovuto fare la coda.
Facciamo in tempo a tornare quasi al rifugio prima che sia tempo di addentare i panini, una pausa per comprare il formaggio alla malga e via tornare.




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