Mi ero figurato di fare un diario mondiale, pensavo di essere come Osvaldo Soriano nel 1990, in suo onore avevo taggato "magical nights"..
Come prevedibile ho mollato dopo pochi giorni, facendo in tempo a seminare in pochi post formidabili boiate. Ormai, oltre a dover chiedere ai figli dove gioca questo o quello (ottengo sempre risposta), sbaglio tutte le previsioni, sono arrivato quasi ultimo nella riffa mondiale fatta in ufficio.
Uscito male male l'Uruguay di Bielsa, tenevo un po' all'Argentina: ma che non poteva andare sempre bene, una rimonta via l'altra, in fondo lo sentivo. E allora pensavo la vincesse la Francia, oppure l'Inghilterra.
La Spagna campione, meritatamente, non mi ha entusiasmato; anzi mi stanno da un po' sulle palle come i più bravi, quando non ti concedono nemmeno un pretesto per farsi rimproverare di qualcosa.
Il Brasile è stato sfortunato, tra infortuni, sorteggio ed errori clamorosi nella partita che li ha fatti fuori: resto convinto che andando avanti poteva migliorare e finire tra i primi quattro.
Tra le topiche che ho preso è stata l'impressione che potesse essere il mondiale dei ventenni: sono rapidamente scomparsi, persino Yamal, e la scena se la sono presi i grandi attaccanti. Pensavo che l'Inghilterra, che di stelle brillanti ne ha avute due, potesse prevalere, ma poi si è suicidata con l'Argentina in modo che parrebbe inspiegabile se non con il carisma di re Leo. Scaloni ha fatto un miracolo ad arrivare alla seconda finale di fila, con una squadra che ha trovato energie insospettabili, ed è stata forse fregata dalla partita in più: il giorno della finale, proprio non ne avevano più.
La Francia, nettamente squadra con i più alti valori tecnici, con la sua formula tutta attacco era invincibile con le piccole, ma doveva per forza scontare a centrocampo con un avversario di pari livello. A mio avviso incolpevole Didier (3 finali consecutive), alle prese con una abbondanza difficilmente gestibile anche da Gesucristo.
All'Africa, maghrebine a parte, il salto di qualità non riesce, Asia non pervenuta, l'Europa domina ancora alla grande.
Infantino era quasi riuscito a far dimenticare la sua milionaria corruzione (sorridiamo pensando alle piccole mandole che si è fatto uno come Blatter, o ai quatto spicci che avranno dato a Moreno), le sue americanate: con la cancellazione della squalifica di Balogun (Balogun, non Pelè) ha superato un limite che gli costerà il posto.
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