giovedì 23 luglio 2026

Storia dell'Italia meridionale

 di Pino Ippolito Arminio


Questo autore ha pubblicato un testo esplicitamente rivolto a denunciare l'antistoricità delle tesi dei neoborbonici. Epperò non rinuncia a interrogarsi sulle ragioni di quella che è stata ed è la questione meridionale, e prova a farlo con una originale "storia dell'italia meridionale".

Affronta le ragioni del permanente ritardo dello sviluppo del Sud,  su cui si discute ormai da 120 anni, non ex professo ma inquadrandole in una storia globale di quelle terre, che prende le mosse dalla formazione del regno dei Borboni. L'introduzione richiama polemicamente una ricerca inglese che ha misurato la differenza di QI dei meridionali, per dedicare significativamente il libro a chi crede che non ad essa, ma a ragioni che la storia può disvelare, di debba il dualismo italiano.

In particolare Armino le individua in una serie di 7 eventi cruciali: "il disastroso esito della rivoluzione giacobina, la mancata conversione costituzionale della monarchia borbonica, la vittoria dei moderati sui democratici risorgimentali, l'altalena di fine Ottocento fra liberismo e protezionismo, la razionalizzazione fascista del sistema produttivo nazionale, la conclusione dell'intervento speciale avviato nel secondo dopoguerra e, da ultimo, la nascita di una fittizia "Questione settentrionale"".

I capitoli si susseguono con contenuto anche diverso, alcuni (la conquista di Garibaldi, la lotta al brigantaggio) con dettagli molto informati su eventi bellici anche minori, altri ricchi di statistiche economiche, ove si esamina il divario con il Nord con una tesi intermedia tra quella del sottosviluppo già marcatamente presente all'Unità, e quello che vede l'asservimento del Sud agli interessi del Nord come causa della sua crescita. In particolare Armino rileva che la sostanziale parità di condizioni fosse venuta meno nel decennio precedente l'Unità, grazie al grande sviluppo del Piemonte nel periodo cavouriano, e che le scelte che effettivamente favorirono gli interessi del triangolo industriale fossero le più funzionali ad ottenere, in condizioni disperate in relazione alle risorse, dei risultati utili.

Pagine interessanti vengono dedicate alla repressione della rivoluzione giacobina e dei successivi tentativi rivoluzionari, quale momenti in cui il tentativo del Sud di risollevarsi da solo venne frustrato anche dell'esito della lotta interna alla sua classe dirigente, nonchè alle riforme operate dai primi governi borbonici.

Il giudizio è positivo tanto sui primi tentativi, in età giolittiana, di interventi straordinari effettuati con le leggi speciali, quanto sull'intervento speciale nel secondo dopoguerra, che con tutti i suoi limiti e (soprattutto) i suoi difetti fu l'ultimo vero investimento per tentare di eliminare, o almeno attenuare, il divario tra le due Italie.

 







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