E' per circostanza casuale, a Riccardo viene consegnata copia della Costituzione, che per la prima volta partecipo alla celebrazione del 2 giugno.
Nei discorsi ed in interventi la cui preparazione ha richiesto lavoro e cura meritori si parla di Costituzione, di diritti, parecchio dell'importanza della partecipazione femminile, molto impegno dedicando all'intento di trasmettere certi concetti e certi valori ai giovani.Giusta preoccupazione. Mi chiedo però quanto essi siano riconosciuti e rispettati anche da quelli che giovani non sono più.
La consapevolezza di cosa sia la Repubblica non c'è. Si parla di Italia, spesso per autodenigrazione, qualche volta con orgoglio acritico, mai si considera che sempre Italia poteva essere, ma non la Repubblica che dovremmo riconoscere ed amare, ma regime autoritario, oppure Repubblica popolare.
Ne parlo con i ragazzi. Quello che si celebra il 2 giugno è il fatto che i nostri nonni ci hanno dato un regime politico, sicuramente perfettibile, in cui la libertà ed i diritti hanno ancora un valore.
Io credo possiamo esserne orgogliosi.

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