domenica 8 marzo 2026

Monte Cuar

E' ora di ripartire, ma ai primi di marzo si impone una mezza montagna.

Una breve consultazione della guida suggerisce il Monte Cuar. E chissà se convincerò Alberto a procedere fino al vicino Flagjel.

L'avvicinamento comprende una lunga rotabile che parte poco prima di Avasinis, sono oltre 10 km di strada in buono stato ma molto stretta, sino a a Cuel di Forchia (884).

L'attacco è piuttosto ripido, una marcata pendenza che cede presto il pasto ad una carrareccia, poi di nuovo ad un sentiero che costeggia la cresta del monte. Ad un centinaio di metri dalla vetta, un breve passaggio sul versante nord ci fa incontrare la neve, che ci accompagnerà fino alla cima. Già si è aperta una ampia visuale sul lago di Cavazzo da una parte, le Giulie sullo sfondo, ed il letto del fiume da quest'altra parte.

Raggiunta la cima (1484), su cui sono collocate a breve distanza una madonnina e una campana, la visuale è ancor più ampia e comprende le dolomiti friulane e, laggiù, il Coglians.

Dopo la breve pausa panino, inizia la discesa, che tanto lo sapevo che il Flagjel lo vedremo la prossima volta. Il sentiero è tutto innevato, e la pista che ci deve portare a malga Cuar deve essere percorsa con una certa cautela, e ad un certo punto abbandonata per accorciare la via direttamente sul bianco pendio.

D'estate dev'essere una favola da quassù. E' tempo di cercare, con qualche incertezza, il sentiero, imboccato il quale dopo pochi minuti abbandoniamo la neve, per immetterci su una magnifica carrareccia che ci conduce fin quasi al ritorno.

La vera bellezza si trova anche a bassa quota, esperienza molto soddisfacente che spero di ripetere presto.





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