mercoledì 18 marzo 2026

L'ora Zero

 Niente paillettes, Renato ha offerto uno spettacolo altamente concettuale, l'ascolto di una prestazione canora di primordine richiedeva (avrebbe richiesto) di essere accompagnato da riflessione sui temi proposti.



Ha eseguito i brani del nuovo disco, lasciando raccolto spazio a dei medley con i più grandi successi ormai quarantennali.

Il sentimento suggerisce a Renato che siamo all'orazero, che i migliori anni della nostra vita non siamo nel passato non lo crede nessuno dei presenti.

Alternando lunghe fasi di parlato alle canzoni, ha proposto un repertorio molto simile nella sonorità e nei contenuti a quello classico, muovendo dai temi a lui cari dell'amore come forza che muove il mondo, della sim-patia tra le persone, della necessità di prendersi cura l'uno dell'altro, cui ha aggiunto attenzione alla questione femminile ed una significativa traccia sui bambini.

Qualcuno potrebbe tacciare la prova di ripetitività, a mio avviso è stato uno spettacolo di alto livello, per quanto la novità dei brani abbia fortemente influenzato il livello di partecipazione del pubblico. 

L'impostazione dello show ha quindi concesso poco agli spettatori (tra cui i sorcini convinti erano peraltro in netta minoranza), a mio avviso nel tentativo di proporre qualcosa di diverso.

Penso che Renato sia una persona, un artista con una sensibilità di livello superiore, che non desidera tenere per sè solo ma cerca di condividere con il suo pubblico, toccando anche una sfera che trascende la quotidianità.

Difficile ma ne valeva la pena.

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