Ormai le uniche notizie buone, a cercarle, sono quelle che riportano le parole di Mattarella.
Riporto quelle che ha dedicato all'anniversario, il decimo, dell'omicidio di Giulio Regeni
«L’annuale commemorazione che la comunità di Fiumicello Villa Vicentina dedica a Giulio Regeni, raccoglie l’Italia intera in un sentito e commosso tributo per una vita ignobilmente spezzata.
A dieci anni dalla sua scomparsa, ribadiamo le ragioni universali della giustizia e del rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, contro ogni forma di tortura.
Il rapimento e il barbaro assassinio di Giulio, un nostro concittadino, rimangono una ferita aperta nel corpo della comunità nazionale.
Rivolgo anzitutto un affettuoso pensiero ai suoi genitori, colpiti dal dolore inconsolabile per la perdita di un figlio - avvenuta per cause abiette e con modalità disumane - ammirevoli esempi di coraggio e determinazione nella ricerca della verità.
Un’esigenza condivisa da tutti gli italiani e non solo.
Verità e giustizia non devono prestarsi a compromessi, a tutela non solo delle legittime aspettative di chiarezza dei familiari, ma a presidio dei principi fondanti del nostro ordinamento costituzionale e sociale e delle relazioni internazionali.
L’impegno di quanti, con dedizione, hanno operato e operano per corrispondere, in questa vicenda, alla sete di verità storica e giudiziaria, merita rispetto e gratitudine.
La piena collaborazione delle autorità egiziane nel dare risposte adeguate alle richieste della magistratura italiana, per accertare i fatti e assicurare alla giustizia i responsabili, continua a rappresentare un banco di prova.
Nella dolorosa ricorrenza odierna, rinnovo la vicinanza della Repubblica alla famiglia Regeni e l’impegno del nostro ordinamento affinché sia onorata la memoria di Giulio facendo piena luce sulle circostanze e le responsabilità che ne segnarono il tragico destino».
Della Repubblica che è vicina ai Regeni faccio parte anch'io, sono lieto che non si sia spento il movimento che li ha aiutati nella loro battaglia, che ho condiviso fin da subito, pur non nutrendo illusioni che potesse portare molto di più che a salvare la forma in maniera dignitosa, con un processo e parole illuminate come quelle del Presidente.
Le ragioni della realpolitik sono sin da subito prevalse, che Paola e Claudio riescano a trovare un po' di consolazione nella solidarietà che nella loro lotta trovano in molti mi sembra già un risultato.
Continuiamo quindi a dirlo: "Verità per Giulio Regeni!", dieci anni dopo, in un mondo che è del tutto cambiato.
Oggi manifestanti indifesi sono uccisi a sangue freddo da uomini dello stato che rimarrano impuniti non al Cairo, ma a Minneapolis. Cosa ci riserva il futuro, non lo sappiamo, e poco possiamo fare.
Forse mantenere la bussola sulla comprensione degli aspetti fondamentali del funzionamento di uno stato di diritto, della democrazia.
Tale Jacques Moretti proprietario del locale svizzero in cui è avvenuto un incendio con strage di molti ragazzi, tra cui degli italiani, fruisce di una norma del codice di procedura penale elvetico ed esce dalla cautelare su cauzione. E' piantonato dalla polizia nella sua villa. Apriti cielo. Scandalo, Ministri della stessa Repubblica presieduta da Mattarella rilasciano dichiarazioni di fuoco, viene richiamato l'ambasciatore.
Emerge lo spirito della bestia, che è in tutti noi, non ne faccio una questione politica: che Moretti dovrebbe marcire in galera, buttiamo la chiave, viene dato per fatto assodato.
A mio avviso deve invece essere chiarito che Jacques Moretti è un presunto innocente, imputato in un processo per reato colposo dalle gravi conseguenze, che ha esercitato un diritto previsto dal suo codice.
L'essenza del diritto è la protezione di un interesse che l'ordinamento tutela e assicura al titolare, se questi decide di esercitarlo non dev'esserci giudizio morale nè discrezionalità che lo intralci, men che meno discriminazione in base alla persona.
Il rispetto dei diritti dei peggiori, dei colpevoli, degli assassini, è quello che distingue un vero stato di diritto.
E quindi anche di Jacques Moretti, ammesso che venga provata la sua responsabilità, che mi può sembrare grave ed evidente, ma deve essere accertata secondo le regole e garantendo tutte le difese.
Le levate di scudi anche per via diplomatica, per tacere della evidente sottovalutazione che fanno dei principi di separazione dei poteri, possono essere buone per la propaganda. Danno consolazione, di nuovo, alle famiglie delle vittime alimentando la convinzione che la tutela di questi non passi dal diritto ma dalla vendetta.
E' questa convinzione che dobbiamo sostenere, che la stampa più consapevole dovrebbe propagare, che la politica più accorta non dovrebbe trascurare in favore di quanto maggiormente assicura consenso, nello stesso spirito e con lo stesso buon diritto con cui chiediamo verità per Giulio.
Nessun commento:
Posta un commento