I due indiziati si danno malati, qualche dubbio se andare lo stesso mi viene: penso al rimpianto che avrei, e parto.
Alle 8.10 sono alla partenza a Sella Chianzutan, meta sinora sempre trascurata, giusto all'apertura del bar perfettamente ristrutturato.
Mi incammino di buona lena, seguirò il percorso della guida e non quello più battuto, sulla "via del marmo".
L'ascesa abbastanza rapida nel bosco mi conduce al bivio, invece che la diretta alla cava di marmo prendo la via per Casera Val, immersa nella neve scesa in settimana. Incontro un escursionista che scende, ha trovato troppa neve e rientra. Penso seriamente ad abbandonare il programma ripiegando sulla pista che conduce alla cima, ma alla fine decido di proseguire, pur con l'occhio al vicinissimo Verzegnis che sarebbe mio in meno di mezzora.
Da subito il panorama si apre imponente sulle vallate giù, mentre in saliscendi riesco a restare sull'esile traccia, in alcuni casi dovendo anche arrampicarmi, sia pure in tutta sicurezza.
C'è anche la fatica, ma il premio è grande quando arrivo in cima, a quota 1860. Una sola parola, meravigliosa, descrive la vista dalla cima, che spazia su 4 vallate. Si vede a sinistra Ampezzo, con Enemonzo, Raveo e Villa, da cui parte la val Degano visibile fino a Ovaro, e sullo sfondo il grande massiccio. In mezzo, Tolmezzo e la valle del But fino a Imponzo, l'Amariana che sembra una piramide, e poi Amaro e le Giulie sullo sfondo.
Che gioia, e che soddisfazione esserci arrivato.
Giusto sotto la cima c'è la cava di marmo, incredibile pensare ad una produzione quassù!
Tocca andare, la vita è anche dover lasciare le cose belle, io resterei qui. Le sorprese non sono finite, alla base della cava scopro i binari che traportavano i giganteschi blocchi di marmo alla base della teleferica. Superata una galleria, ecco la teleferica! Due grandi tabelloni ne ricordano la storia.
Causa convocazione a Udine a metà pomeriggio, devo rinunciare a completare il giro che prevede la risalita a Colle dei larici, dirimpetto alla cava, ed un lungo anello per rientrare alla partenza. Accorcio con la via diretta, con il dispiacere attenuato dalla certezza che ritornerò, magari in buona compagnia.
Il bar ora è stracolmo di motociclisti accorsi a godersi sole e birre, per me la solita coca fresca prelude ad un rientro.
Giornata magnifica, con la vera bellezza a riempire gli occhi e il cuore anche dove non te la aspetteresti.






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