Alla presentazione di un libro di Caprarica, interessante intervento di Walter Veltroni.
Per Veltroni è avvenuta "la più grande rivoluzione della storia umana", il sovvertimento dei meccanismi del potere reale indotto dalla rivoluzione digitale.
Il nuovo potere immaginato è una piramide con un King ed i follower che possono solo fare rumore.
Antidoto: l'Europa deve assumere il ruolo di riferimento dei valori occidentali lasciato cadere dall'America.
"Trump è il figlio di questi tempi, il figlio di tempi in cui è avvenuta una gigantesca rivoluzione con la quale la democrazia non ha saputo fare i conti.
E’ accaduta la più grande rivoluzione della storia umana così
le democrazie hanno fatto finta che tutto avvenisse secondo un principio di
continuità tra un secolo all' altro, tra un millennio all' altro, e invece la
rivoluzione digitale che ha completamente trasformato tutto ciò che c' era
prima: i modi di produzione, le forme di conoscenza. le relazioni umane e ha
trasferito il potere nelle mani di pochi gruppi.
Che hanno però non come le sette sorelle del petrolio una
capacità di pressione indiretta ma che controllano direttamente la vita di
ciascuno di noi. Tutti noi siamo dipendenti dai mezzi che queste big tech hanno
prodotto e queste big tech chiedono solo che non ci siano regole.
Il paradosso è che la democrazia si è arresa. Per guidare
una macchina ci vogliono diciott' anni, ci vuole la patente, ci vuole la cintura
di sicurezza e una macchina serve solo ad andare da un posto all'altro. Per
usare un cellulare o per essere sicuri che ciò che c'è dietro la gigantesca
macchina del cellulare corrisponda ad un minimo di pluralismo e di
competitività e di concorrenza non serve nessuna patente, anzi bisogna correre
liberi e selvaggi.
Perché la sostanza di cui Trump è interprete è un'idea del
potere riorganizzato. Dopo quello che è successo nella prima parte del
Novecento e poi quello che è successo fino all' ottantanove quando ci siamo
liberati di regimi dittatoriali comunisti che erano all' est. Noi abbiamo
sostanzialmente costruito con la democrazia delle istituzioni che collocavano
tra i cittadini, intesi come singoli cittadini, e chi aveva responsabilità di
governo: si chiamavano partiti, sindacati, associazioni culturali, giornali,
magistratura, cultura, intellettuali. Tutto questo è stato nel corso di questi
anni destrutturato con una aggressività che sì certo a volte ha fatto leva
anche sugli errori la cultura Wok sicuramente, ma che aveva in sostanza dietro
di sé ciò che questi qui hanno teorizzato. Non è che bisogna andare a scoprirlo,
lo hanno detto. Dicono delle cose fuori dalla grazia di Dio qualcuno di loro
parla persino dell'Armageddon, della possibilità di un D-Day nel quale il mondo
mondano viene travolto da una spaventosa crisi dopo la quale i rinascerà
mondato dalla sua corruzione morale eccetera eccetera.
Però a fronte di questo questi signori sostengono che in
sostanza il mondo deve essere governato con una piramide in cima alla quale c'è
un imperatore, un king che domina tutto e magari lo fa anche in nome di
un superiore… quando Trump dice “Dio è soddisfatto del mio lavoro”, affermazione
che nessuno di noi purtroppo in grado di smentire ma che appare paradossale, ci
sta facendo capire che lui è lì in nome di… e poi sotto i followers che al
massimo possono far rumore e l'imperatore.
Questo il nuovo potere che si sta organizzando entrante esattamente il simbolo di tutto questo per cui, e finisco, io penso che tocchi all' Europa prendere in mano i valori occidentali. Ho scritto in un editoriale sul Corriere la sera una parola che nella mia vita non ho mai detto prima: ho scritto che bisogna diventare estremisti, estremisti dell'Europa. Bisogna che l'Europa di fronte al processo di abdicazione da parte degli Stati Uniti in questo momento della storia del ruolo che tutti democratici e repubblicani hanno saputo assicurare di riferimento dei valori occidentali, nel momento in cui questi valori vengono lasciati cadere qualcuno li deve assumere e io penso che questa sia il grande ruolo dell'Europa e proprio qui infatti volevo arrivare."
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