sabato 7 febbraio 2026

La bellezza italiana

Molto spesso ultimamente, raccolgo significato da discorsi che vengono tenuti in contesti anche molto diversi tra di loro. Eventi e manifestazioni nel corso dei quali vengono pronunciati costituiscono evidentemente occasione di riflessione di sintesi, che è più raro cogliere in contesti comunicativi caratterizzati dalla velocità, dall'immediatezza rispetto all'oggetto cui si riferiscono, dalla logica dello slogan. 

Quanto poi vengano ascoltati, senza la mediazione/riduzione dei media e soprattutto dei social, è altro discorso.

Ci sono le Olimpiadi in Italia. L'ultima volta fu 20 anni fa, quella precedente 70 anni fa. Ciò vuol dire, con buona probabilità, che non ne vedrò altre. 

Assistere alla cerimonia di apertura dovrebbe costituire una emozione, oltre che una sorta di dovere civico. Ma pare che molti non se ne accorgano, e quindi in pochi avranno potuto apprezzare Giovanni Malagò che ha trovato modo di parlare, oltre che dei valori olimpici, dell'Italia come "Paese di storia e innovazione, di creatività, cultura e passione", che accoglie i Giochi in "un contesto unico di bellezza naturale e culturale."

La chiave più alta del discorso parla della bellezza, valore che assume nel nostra paese un significato unico: Perché la bellezza italiana non ci appartiene come un bene: ci è stata affidata dalla storia come una responsabilità. La bellezza è più di un valore estetico. È un’energia. Un’energia che scorre sotto la superficie di ciò che vediamo. Vive solo se si trasmette, se diventa forza morale, culturale e civica, capace di plasmare il futuro.

La grande bellezza dell'arte e della nostra natura, che ha segnato sul nostro spirito al punto da renderci (inconsapevoli?) amanti della bellezza nelle cose della nostra vita quotidiana, e quindi a nostra volta produttori di bellezza con i nostri stilisti, i nostri artisti, i nostri architetti, i nostri artigiani, è quindi, oltre a un dono che dovremmo riconoscere, una missione?

Si, forse possiamo, e forse non solo per aumentare il numero dei visitatori, per fare più affari e più soldi. C'è qualcosa di più alto degli affari e dei soldi, e tra i valori non politici, ma umani, grande è l'importanza della bellezza, dell'anelito a cercarla e goderne. 
E l'Italia è forse il posto al mondo in cui c'è più bellezza.

Il momento in cui la migliore gioventù  mondiale si incontra per gareggiare con lealtà, mostrandoci il meglio di quanto possa fare il corpo umano, ci parla di questo.
E di armonia: 
In un’epoca in cui gran parte del mondo è divisa dai conflitti, la vostra presenza dimostra che un altro mondo è possibile. Un mondo fatto di unità, rispetto e armonia… Armonia.
Fin dal Rinascimento, l’armonia incarna l’equilibrio tra bellezza, proporzioni e spirito… L’arte, la vita e lo sport si incontrano per trasformare la competizione in espressione, il gesto in significato, l’impegno individuale in valore condiviso. 
Qual posto migliore, per mostrarne esempio, per noi di trarne vanto:
Tra pochi istanti, la Fiamma Olimpica illuminerà il suolo italiano. Brillerà in più luoghi, con due bracieri, per la prima volta assoluta nella storia dei Giochi Olimpici.
Questo momento magico sarà una fonte immensa di orgoglio nazionale....

La cerimonia scorre, con i molti campioni che portano la bandiera e la fiaccola, e che abbiamo ammirato gioendo delle loro vittorie (tranne quelle ottenute nel suo club da Bergomi). Dopo il capitano e lo zio, i campionissimi della pallavolo, Manu Di Centa e Gustav Thoeni, Federica e Sofia, il momento finale è inevitabilmente, con Debora Compagnoni, per Alberto Tomba.

Mai stato nazionalista nè patriota nel senso che intendono certi ex generali, ma mi viene da gridare: Italia, Italia!

Perché questi Giochi hanno dimostrato, ancora una volta, che nonostante tutte le sfide che affrontiamo, l’influenza culturale e sportiva dell’Italia – e dell’Europa – continua a risplendere con forza nel mondo.





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