sabato 16 luglio 2022

Zeru tituli

Oggi il Messaggero ci ricorda una ricorrenza centenaria.


E vabbè, ci sarebbe quello "scudetto" del 1896 reclamato e mai assegnato. La Mitropa nemmeno la voglio ricordare, anche se ce l'ho su una vecchia bandiera.

La verità è che noi c'abbiamo "zeru tituli", ma non per questo siamo meno fieri dei nostri "120 anni di orgoglio, storia e tradizione". Ora sono 125, e ci aggiungo la nobiltà alle prerogative di una piccola ma grande società, capace come poche altre di essere anche capofila nelle innovazioni.

In questa storia sono più le sconfitte delle vittorie ("son passati più di trentanni, quante gioie, quanti dolori") ma non la cambieremmo con nessun altra.


venerdì 15 luglio 2022

Cosa è un campione

Un campione è un giocatore forte, insuperabile, cui riescono cose per gli altri impossibili.

Un campione è l'ultimo a mollare, anzi è quello che non molla mai.
Un campione è il leader cui guardano i compagni nei momenti di difficoltà.
Un campione è quello che sa vivere fuori dal campo di calcio, che si rende protagonista di gesti da vero uomo.
Un campione è chi sa essere riconoscente, e nel momento del commiato trovare le parole giuste, e lascia circondato da affetto e rispetto.
Un campione, idolo di una città, è quello che rispetta i tifosi e alla Juve non ci va.
Onore a te, Kalidou Koulibaly.

giovedì 14 luglio 2022

E li pagano anche. Pure bene

Per giocare a pallone, da campioni d'Italia, con una delle maglie più gloriose del mondo.

 
Certe volte viene da pensare che siano solo dei ragazzi che si divertono.

Ma poi ti sovvengono Gigio ed Hakan.

lunedì 11 luglio 2022

Era l'anno dei mondiali, quelli dell'82

Più volte, celiando ma fino ad un certo punto, ho detto che l'11 luglio 1982 è la data di nascita spartiacque tra le persone che considero della mia generazione e quelle della successive.

Che cosa ho da dire io, a chi è nato dopo il mondiale?

Che estate quell'estate, che gioia, quella gioia.  Che momenti, tra i pochissimi dei quali tutti si ricordano dov'erano, con chi, come l'11 settembre ed il giorno dello sbarco sulla luna.

Ed il poster dei campioni del mondo, per anni rimase sopra il mio letto.

Io settenne ho seguito a casa il girone eliminatorio e la vittoria contro l'Argentina; le successive, dai nonni a Ospedaletto dove passavo molta parte dell'estate. Abbastanza piccolo per non cogliere il contesto sociale di cui molto si parla in queste giornate di rieducazione, ho vivissimi ricordi delle partite, che ho seguito con la  grande attenzione consentita dall'età, tanto che per anni ho tenuto a mente tutti i risultati della manifestazione. Mi ero innamorato del grande Brasile, a partire dalla sua rimonta con l'URSS (il Brasile rimonta, disse papà quando andarono sotto; e lo stesso io pensai e ripetei a tutti i goal di Rossi, il 5 luglio), al punto che fui quasi dispiaciuto quando li buttammo fuori. E ne avevo ben donde, perchè un simile condensato di classe mai più l'ho rivisto.

Ma come dalla narrazione ormai consolidata di quella partita, forse seconda solo a Italia Germania del 1970, sulla strada degli dei si trovò un gruppo di uomini che, reso più forte dalle difficoltà e dalla solitudine, strettosi attorno al suo creatore severo e giusto come un vero padre, ritrovò al momento giusto il suo campione, quel "ragazzo come noi" che un destino ingiusto sembrava aver maltrattato e poi dimenticato. 

E fummo campioni. Tutti, anche io, soprattutto un intero paese che non aspettava altro che scrollarsi di dosso un decennio di lutti e divisioni, attorno ad una maglia azzurra numero venti.  

E' forse l'affetto per l'infanzia a farmi velo: ma mi sembra che tanti campioni, tutti assieme, non ci siano mai stati. Zico, Maradona, Platini, Rummenigge, Keegan. E poi le scoperte Madjer, Tigana, Whiteside, Littbarski. La Francia bella e sprecona. La Germania che non molla mai. L'Inghilterra che al dunque non c'è. L'URSS che parte forte e poi sparisce. Noi che nelle difficoltà tiriamo fuori il meglio. Quanti stereotipi ho imparato per sempre, in quella occasione? 

Niente cortei, l'11 luglio. Il nonno andava a dormire prima delle 9, non mi ricordo se fece un'eccezione quella volta, ma dieci minuti dopo che alzammo la coppa ero già in cameretta, a ripetere "campioni del mondo".

Se dico che quel mondiale mi ricorda l'innocenza perduta, non è solo una figura.

Nella foto accanto al Presidente: il più grande allenatore friulano, il più grande giocatore friulano, il capitano dell'Udinese.




giovedì 7 luglio 2022

Nelle terre estreme

Di Jon Krakauer

Dopo il film, il libro che l'ha ispirato.
Arrivarci dopo l'amore e la poesia che Sean Penn ha saputo regalare a Chris McCandless rende inevitabile il confronto, ma è grazie alla paziente ricostruzione di Krakauer se la storia di Chris è così nota.
È impossibile non condividere la simpatia che gli riserva, anche ricordando il ragazzo che lui è stato, e difendendolo dalle accuse di avventatezza.